La casa
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Era bella casa mia.
Ce la eravamo comperata nel 1983 perchè mio padre aveva venduto il precedente villino, ci avevamo messo un po di soldi sopra e ci eravamo comperata questa.
Quando successe il fattaccio era praticamente pagata (c'era un residuo del vecchio mutuo concesso proprio dalla stessa banca, stessa agenzia, al costruttore, per 19 milioni.
Quindi quando successe il fattaccio avrei dovuto ricominciare a pagarla, o meglio a pagare il nuovo mutuo così abilmente ottenuto dalla Cassa di Risparmio (ora Banca di Roma, sono loro in "sofferenza")
Ma i soldi chi me li dava? Rovinato, fallito e disoccupato, grazie alla consumata abilità criminale dei funzionari della banca.
E poi che faccio, vado da quello che mi (anzi, "ci") ha messo in mezzo alla strada e lo pago pure?
Certo mi rode parecchio.
E' la casa dove i figli mi hanno fatto vedere le prime prodezze in bicicletta, dove ho passato le serate sul terrazzo con mio padre a parlare di lavoro e di politica, dove sono stato in allegria con gli amici a parlare di motociclette e di fanfaronate...... mi dispiace perderla.
Però è meglio perderla che andare a pagare il frutto del crimine, è più forte di me, io in ginocchio mi ci metto in Chiesa.

Crimine?! Si, è vero che le famose 24 ore di differenza "giuridicamente" eliminavano il crimine, ma per me sempre crimine è stato, e criminali quelli che lo hanno commesso.
Quindi aspettiamo. Chissà, mi dico, prima o poi succederà qualcosa e gliela manderò per traverso.

In effetti sembra che nessuno abbia granchè voglia di prendersela questa casa, perchè passano quasi tredici anni da quando accadono i fatti a quando la casa viene venduta all'asta.
Alla fine, ai primi di marzo del 2004 mi telefona un tizio, titolare di una società immobiliare, che mi dice essere il nuovo padrone di casa mia.
In realtà lui la casa se la era aggiudicata a giugno 2003, ma poi ha ricevuto la notifica dal Tribunale dopo quasi un anno.
E' una brava persona, capisce la situazione, mi concede il tempo debito, ma devo sloggiare.
La casa è stata venduta all'asta nel 2003 per soli 130.000 Euro, ed è un prezzo da rapina, perchè la stessa Cassa di Risparmio nel '90 la fece stimare a 380 milioni (circa 200.000 euro).
E dove sono finiti i 70.000 euro che mancano?
E poi, possibile che dal 1990 al 2003 non si sia rivalutata per niente?

Ufficialmente i soldi che mancano sono finiti nel "mercato", ma in realtà nelle tasche di qualcuno che mi sto adoperando per identificare.
Il fatto è che mi ricordavo che al Tribunale Civile di Roma c'era stato uno scandalo nell'estate del 2003, così telefono ad un amico giornalista (è nella Cronaca di Roma di un grande quotidiano nazionale) e gli chiedo lumi su questo scandalo, del quale a suo tempo si era occupato.
Esce fuori che al Tribunale di Perugia (competente per territorio) c'è un processo penale in corso contro un intero Collegio Giudicante del Tribunale Civile di Roma, contro sei avvocati e altri personaggi)

Per i giudici del Collegio Giudicante c'è in corso anche l'inchiesta del Consiglio Superiore della Magistratura, con ipotesi di sanzioni disciplinari e trasferimento d'ufficio.
E tutti insieme "spogliavano" le vittime, vendendo le case a prezzi da strozzo a persone compiacenti, spartendo poi il bottino.
Insomma, la banca, con "artifizi e raggiri" ti frega la casa e ti distrugge l'azienda, ma poi ti calano nella fossa dei serpenti e i compari si gettano su di te come le iene sul cadavere, e si spartiscono ferocemente gli ultimi brandelli di carne.
Con la complicità del Collegio Giudicante.
C'è proprio da stare allegri.

Per cui, evidentemente, sto preparando anche la raccomandata per la Procura di Perugia, chiedendo di essere "escusso", cioè sentito.

Ma, mentre stò preparando la lettera e radunando i documenti il bubbone scoppia.
Questo si legge su La Repubblica del 8 dicembre 2004, pag. III della Cronaca di Roma, sotto il titolo "Fallimenti, i palazzi dello scandalo"
 
- "Un corpo burocratico-giudiziario grasso, ingordo, sprezzante del diritto e della ragione, fuori controllo. E' questo il ritratto che la Procura della Repubblica di Perugia fa della sezione fallimentare del Tribunale di Roma, un ufficio in cui un patrimonio immobiliare da 117 miliardi delle vecchie lire (fallimento Jonathan srl) poteva impunemente essere minimizzato al valore di soli 18 miliardi, e così trasformato in un affare colossale da pilotare verso un grato acquirente..."

Finisce in manette un giudice del Tribunale fallimentare (dott. Baccarini), risulta indagato un altro giudice (dott. Vitalone), in manette tre commercialisti e un "imprenditore" di quelli particolarmente fortunati a comprare case e palazzi a prezzi di strozzo.
Poi, l'11 dicembre (Corriere della Sera, Cronaca di Roma) riporta l'arresto di otto avvocati che risultano indagati, sempre nella stessa inchiesta. Fra questi indagati, ovviamente, leggo anche il nome di quello che fu il Curatore Fallimentare della DIESSE, di cui spero sinceramente che si accerti l'estraneità a fatti illeciti perchè lo conosco come una brava persona, ed è venuto a testimoniare in mio favore in occasione del processo in cui mi hanno dato i quattro mesi.

Ma è ovvio che chiederò alla Procura di Perugia che vengano riesaminati tutti i fatti che mi riguardano, casa e azienda.
Eh si, perchè la casa è stata svenduta per 130.000 Euro (quando ne valeva circa 200.000 già nel 1990), ma la DIESSE ancora peggio, perchè è stata venduta all'asta per appena 25 milioni delle vecchie lire (circa 13.000 Euro!). E io, giudiziosamente, della DIESSE gli ho fatto ritrovare pure i bulloni, oliati e conservati a dovere. Eh, ci lavoravamo in dodici, fatturavamo più di un miliardo l'anno, facevamo i rivelatori di particelle, gli strumenti ottici per l'Esercito, le attrezzature mica le avevamo comperate usate a Porta Portese.

Insomma, dalla padella della banca con il suo direttore delinquente alla brace del Tribunale Fallimentare con suo stuolo di giudici corrotti, avvocati lestofanti, imprenditori malandrini.
Io, non so perchè, ma ho la sensazione che prima o poi malediranno il giorno in cui si sono intruppati con me, banchieri, giudici, avvocati e imprenditori.
Sono stato quindici anni seduto in riva al fiume, ma ora comincio a vedere passare i cadaveri.
Adesso qualcuno ce lo devo aggiungere di mio.
Questa è l'istanza per la Procura di Perugia

 
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