- La Procura di Perugia
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Come ho già accennato, alla fine del 2004, letto degli arresti per lo scandalo al Tribunale Fallimentare, avevo fatto un esposto alla Procura di Perugia.
Scriveva  La Repubblica del 8 dicembre 2004, pag. III della Cronaca di Roma, sotto il titolo "Fallimenti, i palazzi dello scandalo"
- "Un corpo burocratico-giudiziario grasso, ingordo, sprezzante del diritto e della ragione, fuori controllo. E' questo il ritratto che la Procura della Repubblica di Perugia fa della sezione fallimentare del Tribunale di Roma, un ufficio in cui un patrimonio immobiliare da 117 miliardi delle vecchie lire (fallimento Jonathan srl) poteva impunemente essere minimizzato al valore di soli 18 miliardi, e così trasformato in un affare colossale da pilotare verso un grato acquirente..."

A me, oltre la casa a 130.000 € mi si erano venduta all'asta la DIESSE per 25 milioni.
Mica eravamo un magazzino di patate, noi con la DIESSE lavoravamo per gli istituti di ricerca nucleare di mezzo mondo, per le Forze Armate...
Questa è l'istanza per la Procura di Perugia

Quindi una mattina (all'alba, come si conviene) mi arriva una telefonata.
Presentarsi il 13 ottobre 2005 al comando della Guardia di Finanza per essere sentito.
Benissimo, è proprio quello che avevo chiesto.

Due marescialli e un ufficiale della Guardia di Finanza mi interrogano per quattro ore e mezza.
Giustamente voglio verificare quello che ho detto e scritto, mi fanno pelo e contropelo per vedere se fossi il solito furbacchione.
E naturalmente, carte alla mano, dimostro tutto. Scendono fino nei più reconditi aspetti (beh, sono proprio bravi) ma alla fine credo proprio di aver superato l'esame.
Alla fine la considerazione che fanno è questa: bene, ma non si capisce una cosa. A chi ha giovato il fallimento della DIESSE. La banca non ha ripreso una lira, nessun fornitore è stato favorito, lei ci ha rimesso tutto. Perchè?
Già, perchè?
Bisognerebbe chiederlo al direttore!
Ora che hanno sentito me potrebbero decidere di sentire lui, le lettere fasulle le hanno viste. Ce ne ha mandate cinque, tutte uguali, tutte falsificate, tutte con la firma autografa.
Evidentemente lui sapeva di stare in una classe riverita e forte, non si preoccupava di certo.
E chiamiamolo, 'sto Direttore! Facciamogli questa domandina semplice semplice:

- Perchè agli atti spediti il giorno 22 marzo lei ha messo la data del 23 marzo?

Comunque firmo il verbale, non mi spetta una copia, e tolgo il disturbo.
Se questa iniziativa avrà un seguito ancora non lo so, ci spero tanto.
Al tribunale di Roma sono arrivati all'improvviso, gli hanno messo schiavettoni e catene e se li sono trascinati nei corridoi fra il raccapriccio generale.
Però! :-)
 

 
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