Spett. Banca
d’Italia
Ufficio reclami
V. XX Settembre 97
00187 Roma
Roma li 28/12/2004
OGGETTO: Reclamo per abusi bancari subiti
Spett. Banca d’Italia
Con la presente intendo rivolgermi alla Vostra attenzione
in quanto ritengo di aver subito, diverso tempo fa, un palese abuso da
parte della allora Cassa di Risparmio di Roma (già Banco di S. Spirito,
già Banca di Roma, gruppo Capitalia)
Abuso che si è consumato nella Ag. di Pomezia
ad opera del direttore dell’agenzia e probabilmente da alcuni impiegati,
non meglio identificati.
Tale abuso è stato ai danni miei, della mia azienda
e della mia famiglia.
I fatti esposti sono oggetto di formale querela elevata
da me contro la Banca di Roma (ex Cassa di Risparmio di Roma) il 11 Giugno
2004, che viene allegata.
Quindi senza ripetere inutilmente l’esposizione dei fatti
Vi rimando alla descrizione fatta in querela e agli allegati relativi,
che ritengo esaustivi della vicenda.
Sintetizzo unicamente che l’abuso riscontrato consiste
nella malafede con cui la banca mi invitò a compiere una operazione
finanziaria (l’accensione di un mutuo e il versamento della somma erogata
sul conto dell’azienda), malafede occultata a suo tempo falsificando opportunamente
gli atti e il registro di protocollo della banca stessa. Malafede che ora
è appunto dimostrata da una prova documentale inoppugnabile, documenti
di cui sono rientrato recentemente in possesso e che ho potuto riesaminare
con attenzione.
Nella presunzione che gli abusi commessi molti anni fa
potessero non essere a conoscenza della direzione della Banca di Roma gli
ho scritto, il 30 giugno 2004, una lettera (raccomandata A.R.) per informarli
della querela, con la richiesta di sanzioni disciplinari nei confronti
dei responsabili e per dar loro la possibilità di, assumendo la
responsabilità dei fatti illeciti, riparare almeno in parte ai danni
causati. Oppure, qualora qualora avessero ravvisato il proprio buon diritto
a fare quello che è stato fatto, a procedere legalmente contro di
me, visto che li ho querelati per gravi reati
Lettera che a tutt’oggi (28/12/2004) non ha avuto la
minima risposta.
Come vedrete i fatti risalgono al lontano 1990, ma solo
recentemente ho potuto avere le prove dell’abuso subito in quanto mi sono
ritornati documenti di cui avevo perduto il possesso per lunghi anni.
Quindi, avendo letto che fra i compiti istituzionali
della Banca d’Italia vi è quello di proteggere i cittadini dagli
abusi in loro danno commessi dalle banche, sono a chiederVi di verificare
quanto asserisco e di prendere gli eventuali provvedimenti a carico dei
responsabili per quanto di Vostra competenza.
Qualora, per qualsiasi motivo, non fosse possibile formulare
nessun provvedimento a carico dei responsabili e della banca, chiedo formalmente
di essere messo a conoscenza delle motivazioni.
Parimenti qualora fosse ravvisata la liceità del
comportamento della banca chiedo formalmente di essere messo a conoscenza
delle motivazioni.
Qualora fosse ravvisato un comportamento illecito della
banca chiedo formalmente che:
- tutte le conseguenze negative a carico mio, della mia
azienda e dei componenti la mia famiglia siano sospese, annullate, e sia
dichiarata la piena riabilitazione, per quanto di competenza della Banca
d’Italia
- di ricevere formale comunicazione a riguardo dalla
Banca d’Italia con l’esplicitazione della natura dell’illecito subito
- Che la Banca d’Italia proceda senza indugio alla segnalazione
dei fatti alle altre Istituzioni per cui di competenza e all’applicazione
delle sanzioni a carico dei responsabili per quanto di propria competenza.
La cosiddetta “prova documentale” dell’illecito subito
consiste negli originali delle lettere raccomandate e delle buste in cui
erano contenute, tutte su carta intestata della Cassa di Risparmio di Roma,
e tutte identicamente falsificate nella data e nel numero di protocollo,
e tutte con firma autografa del direttore
Allegate alla querela sono state allegate delle fotocopie
delle stesse da me autenticate secondo la legge Bassanini.
Qualora per Voi sia necessario prendere visione dei documenti
originali (si tratta di cinque raccomandate, una alla mia azienda e una
per ogni fidejussore) potrò esibirli senza indugio su Vs. richiesta.
Inoltre:
- poiché l’azione illegale della predetta banca
ha causato il fallimento della mia azienda, con conseguente vendita all’asta
dei beni della stessa operata dalla curatela fallimentare
- poiché io e la mia famigia, a seguito del fallimento,
abbiamo dovuto subire la vendita all’asta della casa di proprietà
- poiché da notizie di stampa ho avuto conoscenza
di una indagine operata dalla Procura di Perugia sul Tribunale Fallimentare
di Roma, indagine che ha portato all’arresto di giudici, avvocati, commercialisti
e persone partecipanti alle aste giudiziarie, e altre indagate.
- Poiché fra gli indagati risultano essere, da
notizie di stampa, sia il Curatore Fallimentare della mia azienda sia l’avvocato
che ha curato la vendita all’asta della mia casa
- Poiché mi ritengo gravemente danneggiato, io
e la mia famiglia, sia per la vendita all’asta dei beni dell’azienda (furono
venduti per circa 25 milioni delle vecchie lire) sia per la vendita all’asta
della casa (è stata venduta a giugno 2003 per 130.000 euro)
Per questi motivi ho chiesto alla Procura di Perugia
di essere sentito e chiederò di essere ammesso come parte civile
in questo procedimento, e quindi Vi allego anche il documento che ho trasmesso
alla Procura di Perugia.
Con Osservanza
Luigi Di Stefano